Piantato l'albero in memoria del geologo Fabio Lentini

Iniziativa di Legambiente grazie al crowfunding di Laboriusa.it

28 Marzo 2019

Piantare un albero come segno di continuità di memoria e simbolo dell’amore per la Terra. Lunedì 25 marzo, di fronte al Dipartimento di Scienze Geologiche (Corso Italia), è stato piantumato dai volontari di Legambiente e Laboriusa un Platano in ricordo del Geologo Fabio Lentini, ordinario del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali e socio pluriennale della Società di Geologia Italiana. L’albero, accompagnato dalla dedica «Per la Terra, con la Terra», è stato acquistato grazie alle donazioni versate da amici e colleghi del prof. Lentini a sostegno del progetto “100 Alberi per Catania” promosso sulla piattaforma siciliana di crowdfunding laboriusa.it. Per tutti i familiari presenti un gesto semplice ma carico di emozioni; un autentico lascito che oltrepassa i confini della Scienza e rimane nel tempo per le future generazioni.

Il suo lavoro più complesso e faticoso, ma anche più prestigioso è stato quello che ha visto nascere “La carta geologica della Sicilia” in scala 1:250.000, una delle pietre miliari della geologia del Mediterraneo e oggi Carta ufficiale dello Stato: strumento di base per la conoscenza fisica del territorio e presupposto fondamentale per qualsiasi intervento finalizzato alla difesa del suolo e allo studio dell’inquinamento ambientale, alla pianificazione e alla prevenzione dei rischi naturali, alla valutazione di risorse in campo minerario, nonché alla progettazione di opere ed infrastrutture.

Il geologo Fabio Lentini la presentò insieme alla collega Serafina Carbone nel 2016, dopo ben 128 anni dalla prima e unica edizione ufficiale pubblicata dall’ingegner Baldacci nel 1886.

Ma i suoi alunni e colleghi – dopo la scomparsa avvenuta il 5 dicembre 2017 – non lo ricordano solo per le ricerche che gli hanno consentito di pubblicare oltre 45 cartografie e studi scientifici, oggi pietre miliari della Geologia contemporanea (dal progetto di attraversamento del Ponte di Messina, all’evoluzione del basamento dell’Etna); lo ricordano durante le escursioni ad alta quota, col suo altimetro al collo, le matite colorate in mano e il sorriso sempre accennato, per quel modo affabile che aveva di dialogare con i ragazzi e trasferire la sua passione con giovialità e semplicità.

Ricercatore eclettico, che durante la sua carriera ha spaziato dalla paleontologia alla stratigrafia, dalla geologia strutturale alla geodinamica, con i suoi insegnamenti fuori dall’aula sapeva unire amore per gli aspetti scientifici e grande umanità: la voglia di esserci, di confrontarsi, di costruire, di fare. Oggi rimane una scuola di ricercatori universitari che custodiscono e trasmettono la sua professionalità e umanità.