L’Ateneo di Catania tra cambiamenti organizzativi e performance

Il rettore Francesco Basile: «L’Università di Catania sta lavorando per diventare attrattiva, sostenibile e socialmente responsabile»

20 Marzo 2019
Alfio Russo

«L’Università di Catania già da mesi sta lavorando per valutare le proprie performance in vista della procedura di accreditamento da parte dell’Anvur in programma il prossimo anno, con l’obiettivo di tornare ad essere un ateneo attrattivo nei confronti dei giovani, sostenibile e socialmente responsabile verso il proprio territorio. Linee che stanno alla base del Piano strategico 2019-2021 presentato nel novembre scorso che richiedono modifiche necessarie per migliorare gli indicatori di qualità e di quantità e soprattutto uno sforzo organizzativo da parte di tutta la componente universitaria, sia docente, sia amministrativa perché dobbiamo implementare i servizi agli utenti, ma anche migliorare i risultati della didattica, della ricerca e della terza missione». Con queste parole il rettore dell’Università di Catania, prof. Francesco Basile, ha aperto i lavori della giornata di studio dedicata a "Cambiamenti organizzativi e performance: esperienze e proposte per l’Università di Catania", organizzata dal Nucleo di Valutazione dell'Ateneo.

Un incontro che ha permesso all'intera comunità accademica catanese un momento di confronto, analisi e verifica del ciclo della performance di Ateneo, per fare il punto sulle strategie avviate nel periodo 2017/18 e delineare gli obiettivi per il 2019 e l’inizio del 2020, anche in previsione della visita di accreditamento dell’Anvur.

«Il Nucleo di valutazione – ha spiegato il presidente, il prof. Salvatore Barbagallo – è impegnato nel monitoraggio del ciclo della performance, non solo con il processo di valutazione, ma anche fornendo supporto all’amministrazione con proposte e con azioni di rilevamento sul benessere organizzativo. Il processo di valutazione della performance punta anche ad una corretta definizione della filiera obiettivi-indicatori-target per migliorare la qualità della programmazione e con l’integrazione tra ciclo di bilancio e ciclo della performance con l’allocazione delle risorse per il miglioramento dei risultati».

Sul ciclo della performance sono intervenuti anche Adriano Scaletta dell’Anvur e Giancarlo Vecchi, componente del Nucleo di Valutazione dell’Università di Catania. Proprio Scaletta si è soffermato «sugli obiettivi della performance e sugli indicatori scelti per la valutazione, sui sistemi incentivanti per migliorare l’efficacia e l’efficienza e sulla premialità come strumento incentivante e, ovviamente, sulla valutazione dei risultati conseguiti». E sul ruolo dei dipartimenti ha aggiunto che «in ragione della loro autonomia sono parte integrante della programmazione strategica e in quanto attuatori primari delle strategie dell’ateneo sono i protagonisti della programmazione operativa». Il dott. Scaletta, infine, ha posto l’accento sulla «visione ciclica della contabilità economico-patrimoniale tra Piano strategico, Piano integrato e Bilancio unico d’ateneo».

A seguire il prof. Vecchi ha evidenziato alcune criticità dell’Ateneo di Catania come «la definizione degli obiettivi, il collegamento con il bilancio unico e il collegamento con la politica del personale» e anche l’esigenza «di investire sul personale e valorizzarlo nell’ottica di una politica di sviluppo organizzativo» e la necessità di «individuare un bilanciamento e collegamento tra i diversi obiettivi dell’ateneo come l’efficienza, l’organizzazione, l’innovazione e l’efficacia».

«Una qualità del prodotto soddisfacente che l’Ateneo sta cercando di migliorare sempre più tramite investimenti sui servizi per studenti e sulle strutture da rendere più efficienti e accoglienti – ha spiegato il direttore generale dell’Università di Catania, dott. Candeloro Bellantoni -. Stiamo lavorando anche sul miglioramento della performance della macchina amministrativa con incentivi per il personale e con l’introduzione di un sistema di indicatori della valutazione che devono essere collegati tra loro al fine di favorire le condizioni lavorative del personale. Iniziative che richiedono uno sforzo straordinario da parte di tutti, ma necessario per migliorare il ciclo della performance d’Ateneo».

Azioni che l’Ateneo catanese ha avviato da tempo e che sono oggetto anche di analisi di customer satisfaction, un tema su cui si è soffermata la prof.ssa Gabriella Nicosia, delegata del rettore. «Siamo impegnati in diverse azioni per migliorare il ciclo di performance come l’internazionalizzazione, insegnamenti in lingua straniera, l’attivazione di un ufficio a Bruxelles per accedere con più facilità alle linee di attività e interesse dell’Unione europea, la card per gli studenti e anche le indagini di customer satisfaction che hanno interessato il personale docente e amministrativo e gli studenti con dati che ci stanno consentendo di apportare modifiche alle nostre linee di azione».

Nella seconda sessione di lavori sono intervenuti Salvatore Ingrassia, presidente del Presidio di Qualità, i direttori di dipartimento Enrico Foti (Dicar) e Giuseppe Vecchio (Dsps), i presidenti di Corso di Laurea Giovanni di Rosa, Renata Gambino, Agostino Palmeri e Davide Rizzotti, e il dirigente dell'Area della Didattica Giuseppe Caruso.