Università di Catania, il rettore incontra gli stabilizzati

Hanno firmato il contratto a tempo indeterminato il 21 dicembre scorso

23 Gennaio 2019
Alfio Russo

«Siamo uno dei pochi atenei italiani impegnati nel percorso di stabilizzazione del personale precario e con il sostegno di tutte le parti, grazie anche al “Piano del fabbisogno triennale” varato nel dicembre scorso, riusciremo a trasformare a tempo indeterminato, entro il 2020, i contratti del personale inserito nelle graduatorie. È ovvio che occorre anche il vostro apporto per far crescere l’Ateneo». È il messaggio augurale che il rettore dell’Università di Catania, prof. Francesco Basile, ha rivolto agli 89 precari storici che il 21 dicembre scorso hanno firmato il contratto di lavoro a tempo indeterminato nell'Ateneo catanese nel corso dell’incontro di ieri pomeriggio nell’aula magna del Palazzo centrale.

Si tratta di 49 lavoratori impegnati in Progetti di utilità collettiva (PUC), 27 lavoratori con contratto a tempo determinato e 13 lavoratori impegnati al centro di ricerca Cutgana e al dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e Tecnologie avanzate Gian Filippo Ingrassia.

«Un percorso, quello del lavoro precario, che si chiude definitivamente per questi lavoratori - ha aggiunto il prof. Basile, affiancato dal prorettore Giancarlo Magnano San Lio, dal direttore generale Candeloro Bellantoni e dalla delegata ai Rapporti con il personale tecnico-amministrativo, prof.ssa Gabriella Nicosia -. L’Ateneo vuole dare certezze a tutti i lavoratori, riorganizzare il personale per utilizzarlo al meglio secondo le proprie capacità e renderlo così il più produttivo possibile».

«Si tratta di un’operazione complessa che riusciremo a portare a compimento nel 2020 grazie alla disponibilità della governance dell’Ateneo – ha spiegato il dg Bellantoni -. Adesso dobbiamo stabilizzare altre 191 unità di personale, ma contiamo di dare un’opportunità anche ad altri 48 colleghi che ad oggi lavorano in modo flessibile. È fondamentale il sostegno di tutte le parti e anche dei sindacati che, con senso di responsabilità, hanno dato e continuano a dare il loro apporto». Soddisfazione è stata espressa anche dai docenti Magnano San Lio e Nicosia che hanno evidenziato «l’importanza del traguardo, anche se ancora parziale, raggiunto grazie alla virtuosa sinergia tra tutte le parti».

Il rettore, infine, ha ricordato Valerio Furnari, stabilizzato a fine dicembre ma scomparso il 12 gennaio scorso. «Purtroppo abbiamo perso una valida unità di personale che per tanti anni ha prestato servizio al Cutgana e adesso al dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali» ha spiegato il prof. Basile.