Un biosensore virtuale per migliorare la qualità della vita dei pazienti ricoverati in ospedale

Sarà realizzato nell’ambito del progetto “Mediwarn” del Programma Interreg V-A Italia-Malta

16 Luglio 2018
Alfio Russo

Un sistema tecnologicamente all’avanguardia in grado di fornire elevati standard assistenziali ai pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere. Sono gli obiettivi del progetto “Mediwarn”, nell’ambito del Programma Interreg V-A Italia-Malta, che sarà sviluppato da un partenariato composto dagli atenei di Catania e di Malta e dall’Azienda ospedaliero-universitaria “Policlinico” di Catania.

Il progetto è stato presentato stamattina, nei locali di Palazzo Sangiuliano, nel corso di un meeting aperto dal prof. Rosario Sinatra, delegato del rettore dell’Università di Catania alle Politiche di sviluppo nel bacino del Mediterraneo.

«Mediwarn rientra nell’ambito dei progetti Interreg V-A Italia-Malta finalizzati al miglioramento della qualità della vita grazie alle attività di ricerca di innovazione – ha spiegato il prof. Sinatra -. Grazie ad un biosensore virtuale, che sarà sviluppato dagli esperti del partenariato, sarà possibile aumentare la qualità della vita dei pazienti nelle strutture ospedaliere e, al tempo stesso, potremo creare nuove opportunità occupazionali nel settore della ricerca dei dispositivi elettromedicali».

Ad illustrare il progetto i docenti Alessandro Cammarata dell’Università di Catania e Stephen Sciberras dell’Università di Malta e il dottor Vincenzo Scuderi del “Policlinico” di Catania.

«Il tema della salute è un tema molto delicato che da sempre è sotto la lente delle istituzioni governative, primo fra tutti il ministero della Salute – hanno spiegato i rappresentanti dei partner -. L’obiettivo del ministero è garantire l’assistenza sanitaria completa e gratuita a tutti i cittadini residenti nel rispettivo territorio finanziata dai contributi di previdenza sociale, ma occorre un’attenta gestione finanziaria ed organizzativa che spesso non si sposa con le risorse a disposizione delle strutture sanitarie. Negli ultimi anni è aumentato il tasso di occupazione dei letti senza adeguare gli staff infermieristici con la conseguenza che è aumentato il numero in carico per ciascun infermiere con relativo calo dello standard assistenziale. A tutto ciò occorre aggiungere l’inadeguatezza delle attrezzature messe a disposizione dai reparti, sia italiani, sia maltesi. Quindi, qualora si aumentasse la disponibilità di un sistema di monitoraggio tradizionale, le risorse umane disponibili non sarebbero adeguate al rilevamento tradizionale dei parametri vitali e alla tempestiva segnalazione di un loro deterioramento. È necessario, di conseguenza, un intervento mirato volto a migliorare la qualità assistenziale di quei pazienti ricoverati che necessitano di un monitoraggio continuo e di cure adeguate».

«In questo contesto il partenariato realizzerà, in 30 mesi, un sistema di monitoraggio innovativo per garantire un’adeguata assistenza sanitaria ai pazienti ricoverati senza gravare sulle economie delle strutture di cura – aggiungono i rappresentanti dei partner -. L’obiettivo del progetto, infatti, è quello di realizzare un sistema tecnologicamente all’avanguardia in grado di fornire elevati standard assistenziali con le medesime risorse umane aumentandone, nel contempo, le competenze professionali. Il sistema che svilupperemo capitalizza le conoscenze derivanti dal metodo fino ad oggi utilizzato, l’EWS (Early Warning Score), superando quei limiti imposti dalla carenza di personale che riducono le performance assistenziali. Il sistema, infatti, consentirà di acquisire, in tempo reale, i parametri vitali dei pazienti. I dati saranno successivamente elaborati per fornire elementi interpretativi sullo stato clinico dei pazienti e sulla sua evoluzione prima che il deterioramento delle funzioni vitali faccia scattare l’allertamento secondo i criteri EWS. In questo modo, a differenza dell’EWS, il personale sanitario sarà tempestivamente informato sulle condizioni cliniche di ogni paziente».