Studenti di Biologia ambientale “studiano” sul campo la Biodiversità

Analizzate anche le problematiche gestionali del Parco Nazionale dell’Aspromonte

18 Luglio 2018
Alfio Russo

Approfondire sul campo alcuni aspetti della Biodiversità e le attività di gestione di un’area naturale protetta. A far da “teatro” il Parco Nazionale dell’Aspromonte che 26 studenti del corso di laurea magistrale in Biologia ambientale del Dipartimento di Scienze Biologiche Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania hanno visitato nei giorni scorsi grazie all’escursione didattica di fine anno accademico finalizzata proprio a conoscere alcuni aspetti della Biodiversità e le problematiche gestionali dell’area protetta.

Gli studenti sono stati accompagnati dai docenti Maria Privitera, Pietro Minissale, Mirella Clausi e Vera D’Urso (botanici e zoologi) dell’ateneo di Catania e dal prof. Giovanni Spampinato docente dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Grazie all’escursione gli studenti hanno potuto osservare ambienti particolari come le torbiere di alta quota che ospitano specie piuttosto peculiari e rare nell’area mediterranea tra cui alcune briofite come Sphagnum inundatum, Dichodontium pellucidum e rari endemismi come Genista brutia, ambienti boschivi come le faggete e le abetine ad Abies alba subsp. apennina, di cui una è censita tra i boschi vetusti (plurisecolari) italiani. Di particolare interesse dal punto di vista conservazionistico alcuni ambienti umidi e i corsi d’acqua montani che ospitano biocenosi specializzate in cui sono presenti sia specie botaniche endemiche quali Soldanella calabrella e Alchemilla austro italica, sia una grande varietà di specie della fauna fra cui quelle appartenenti al gruppo dei Tricotteri che, come bioindicatori, con la loro presenza testimoniano la buona qualità di quegli ambienti.

Altra specie di grande valenza scientifica è la rara felce Woodwardia radicans, estinta in molte località italiane, ma ancora presente in Calabria con popolazioni consistenti che tuttavia richiedono attente politiche di conservazione per evitare possibili riduzioni numeriche o estinzioni locali.

Gli studenti, inoltre, grazie ad un funzionario del Parco Nazionale dell’Aspromonte, hanno anche approfondito alcuni aspetti delle politiche di conservazione basate su un attento monitoraggio della locale biodiversità floristica e faunistica che coinvolge l’Università Mediterranea di Reggio Calabria ed esperti formati negli atenei di Catania e di Reggio Calabria.