Sicon 2021, grandi risultati nell’ultima edizione con oltre 250 partecipanti

Nuove soluzioni tecnico-operative di bonifica: riconsegnare le aree ai cittadini per nuove opportunità di sviluppo economico. La dodicesima edizione del workshop è stata organizzata dagli atenei di Catania, Sapienza di Roma e Brescia

15 Febbraio 2021

Siti contaminati, esperienze negli interventi di risanamento, approfondimenti giuridici, economici e tecnico-operativi. Tutto questo è Sicon 2021, il workshop che quest’anno ha visto connessi oltre 250 partecipanti. Giunto alla sua dodicesima edizione, l’appuntamento rappresenta per gli operatori del settore un momento di confronto e di dibattito su un tema di grande interesse, riunendo tutte le eccellenze del settore ambientale, impegnate nel difficile compito del risanamento e messa in sicurezza di molteplici siti: dalle aree industriali e agricole, alle discariche, passando per le falde acquifere e i terreni contaminati.

A organizzare l’evento i gruppi di Ingegneria Sanitaria delle università di Catania, Sapienza di Roma e Brescia, attraverso un percorso sinergico e collaborativo che vede il coinvolgimento dell’ANDIS (Associazione Nazionale di Ingegneria Sanitaria-Ambientale), di GITISA (Gruppo Italiano di Ingegneria Sanitaria-Ambientale) e del CSISA Onlus (Centro Stuti Ingegneria Sanitaria Ambientale) di Catania. Quest’anno inoltre il workshop ha visto la co-organizzazione dell’Ordine dei Geologi, dell’Ordine degli Ingegneri di Catania e della sua Fondazione.

«Sono stati tre giorni di grande interesse nel campo delle bonifiche. Quest’anno, a causa della necessaria modalità online, abbiamo dovuto rinunciare a realizzare più sessioni in parallelo, ma questo non ha tolto appeal all’evento, che ha avuto grande risposta da parte dei partecipanti – ha commentato il prof. Federico Vagliasindi dell’Università di Catania, tra i promotori dell’evento – Abbiamo coinvolto esperti del settore, Ordini professionali e, ovviamente, le Università: la ricerca e l’innovazione in ambito ambientale rappresentano un investimento per il futuro. Servono competenze e know-how, e in questa prospettiva gioca un ruolo rilevante il mondo accademico». Una tematica che «dev’essere affrontata con approccio multidisciplinare – ha aggiunto Maria Rosaria Boni della Sapienza di Roma – nelle varie sessioni sono stati presi a modello alcuni casi-studio, che hanno dato ottimi risultati grazie alla ricerca scientifica applicata in questo campo. Raccogliere gli interessanti esiti delle esperienze a diverso titolo, vissute dai numerosi players, consente di avere un ampio quadro per potersi orientare e fare rete con l’obiettivo di superare le criticità del territorio».

«Il successo del workshop è frutto di alcuni elementi fondamentali – ha dichiarato il professore Carlo Collivignanelli dell’Università di Brescia – L’interdisciplinarità della materia e il coinvolgimento di più attori protagonisti; l’ampio spazio che viene dedicato allo studio e alle soluzioni più appropriate per i singoli casi; l’interazione per definire delle proposte per favorire lo sviluppo delle bonifiche».

Un momento dell'incontro

Nel corso del workshop hanno presenziato anche il direttore generale per il Risanamento Ambientale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Giuseppe Lo Presti, il responsabile del Dipartimento Acqua e Rifiuti dell’Assessorato dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità della Regione Siciliana Calogero Foti. Per loro, un’occasione per fare il punto della situazione nazionale e regionale delle aree di bonifica e apprezzare i risultati ottenuti grazie alla ricerca scientifica sulle tecnologie di trattamento di suoli, acque sotterranee e sedimenti contaminati.

«La bonifica non è più considerata fine a se stessa – hanno proseguito Vagliasindi, Boni e Collivignanelli – Oggi, infatti, si punta al recupero funzionale delle aree interessate (circa 550 in Sicilia, con particolare attenzione a Gela, Priolo, Biancavilla e Milazzo), con l’obiettivo di restituirle ai cittadini e di creare opportunità di sviluppo economico».

A tal proposito, sabato 13 febbraio 2021 è stata dedicata una sessione speciale sul progetto “Recupero e utilizzo delle ceneri vulcaniche etnee (REUCET)”, coordinato dal prof. Paolo Roccaro e co-finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare.

Gli Atti del SiCon2021 e del progetto REUCET sono stati pubblicati a stampa dal CSISA.

A fare da contorno al workshop, il concorso fotografico “ViviAmo la Sicilia”: un’iniziativa per far conoscere ai presenti la nostra Isola, seppur in modo virtuale. Tante le foto e i video raccolti che hanno immortalato il mare, la montagna e le numerose ricchezze naturali, artistiche ed eno-gastronomiche della Trinacria.