Medicina, inaugurato il nuovo Polo didattico intitolato al prof. Attilio Basile

La struttura ospita tre aule didattiche, tre aule studio, quattro uffici, una sala riunioni e una sala ricreativa con maxi schermo. Il rettore Basile: "Vogliamo dare risposta agli studenti, che chiedono nuovi spazi per studiare proficuamente e in maniera confortevole"

13 Ottobre 2017
Mariano Campo

Una nuova struttura per gli studenti di Medicina, e anche un esempio di buona gestione amministrativa, inaugurata con una cerimonia festosa ma anche emozionante, dedicata a un maestro della Chirurgia italiana che tanto ha lasciato ai suoi numerosi allievi e alle generazioni successive.

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Taglio del nastro affidato alla studentessa Arianna Iudica, giovane rappresentante nel coordinamento della Scuola di Medicina, benedizione dei locali di don Mario Torracca, delegato dall’arcivescovo Salvatore Gristina, alla presenza dell’assessore comunale Rosario D’Agata, questa mattina è stato ufficialmente messo a disposizione delle attività della facoltà medica catanese il nuovo Polo didattico “Attilio Basile”.

La struttura, i cui lavori erano iniziati nel luglio del 2015, ospita su due piani tre aule didattiche da 100 posti ciascuna, tre aule studio rispettivamente da 38, 32 e 20 posti, quattro uffici e una sala riunioni, una sala ricreativa con maxi schermo. L’edificio è dotato di connessione wi-fi, pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria e impianto di illuminazione a led. “I tempi di consegna sono stati rispettati e sono stati realizzati dei significativi risparmi rispetto al milione e 400 mila euro del progetto iniziale - ha osservato il direttore generale Candeloro Bellantoni, complimentandosi con tutto lo staff tecnico dell’Ateneo che ne ha seguito la realizzazione - il nuovo polo didattico è un brillante esempio di buona gestione da parte di un ente pubblico”.

“E’ un momento importante, gioioso e particolarmente emozionante – ha esordito il rettore Francesco Basile, figlio del luminare scomparso nel 2012 all'età di 102 anni, ringraziando i suoi predecessori Giacomo Pignataro e Antonino Recca e i precedenti direttori Federico Portoghese e Lucio Maggio che avviarono il progetto -. Con l’inaugurazione di questa struttura, stiamo cercando di rispondere prontamente alle legittime richieste degli studenti di spazi per studiare proficuamente e in maniera confortevole. In programma ci sono nuove residenze universitarie nel polo di via Androne e, in futuro, nel campus che prenderà il posto dell’attuale ospedale Vittorio Emanuele”. E un ringraziamento particolare è andato anche al prof. Riccardo Noto, nel 2012 vicepreside di Medicina, che ebbe per primo cinque anni fa l’idea di dedicare la futura struttura al prof. Basile: “Mio padre ne sarebbe stato veramente contento”, ha assicurato il rettore.

“Ci tocca la responsabilità di riconoscere e rendere vivo il patrimonio rappresentato dall’insegnamento di maestri come fu il prof. Attilio Basile – ha aggiunto il prof. Pignataro -, attraverso la ricerca e la didattica dobbiamo proseguire e rilanciare la loro sfida per mantenere l’identità dell’Ateneo e forgiare le nuove generazioni”. E i segni tangibili dell’opera del prof. Basile sono risuonati nelle parole dei molti che hanno voluto ricordarlo, raccontando aneddoti accademici, professionali, familiari o amicali, come hanno fatto l’attuale presidente della Scuola di Medicina Giuseppe Sessa, il figlio Guido Basile – che ha ricostruito l’intera sua carriera, accompagnato dalle suggestive immagini collazionate da Gaetano Catania e Laura Scandurra -, e molti tra i suoi allievi (e poi colleghi), coordinati dal prof. Piero Banna. Del lato più “istrionico e ironico” ha parlato Tommaso Bianca, mentre alla sua conoscenza enciclopedica ha dato risalto il prof. Maurizio Basile, secondo cui “esiste un filo rosso che collega direttamente Ippocrate a Basile”. Il prof. Deodato ha ricordato le sue capacità fuori dal comune, “non solo dal punto di vista medico, ma anche didattico”. Il prof. Di Benedetto ha evidenziato poi la “sua umanità e gentilezza nei confronti degli studenti”.  Sono intervenuti inoltre Angelo Donati, Francesco Foti, Quintino Mollica, Giuseppe Romeo, Antonio Russo, Gastone Veroux, e Michelangelo Zanghì