Lettera del rettore Francesco Priolo

La comunicazione alla comunità accademica a quindici giorni dalla nomina

11 Ottobre 2019

Care e cari,

vi scrivo a quindici giorni dalla mia nomina per darvi alcuni aggiornamenti sugli ultimi accadimenti e, più, in generale, su questa prima fase di ripartenza.

Inizierò da quel primo gruppo di delegati di cui già sapete. Confermo di essere ancora convinto della necessità di fare prevalere il valore unico delle competenze, e che anche in futuro farò in modo che l’unicità dei percorsi dei singoli vada a vantaggio unico del nostro Ateneo. Fin qui so di potere contare su un grande entusiasmo e un forte spirito di squadra: le colleghe e i colleghi che ho riunito per una programmazione delle prime azioni di governo sono già al lavoro e pronti a ricevere non solo le vostre richieste di aiuto, ma anche i vostri consigli e proposte. Hanno la mia piena fiducia, completa libertà di azione e potere di firma. L’obiettivo è ancora quello di migliorare le performance di una macchina complessa come UniCT, condividendo il più possibile i processi di sviluppo e le responsabilità legate al suo funzionamento. 

Gran parte del lavoro è quindi ripreso e presto vi darò notizie sulle nuove deleghe. Intanto, mi preme ragguagliarvi su un punto che sta a cuore a molte e molti di noi: i concorsi e le prese di servizio. Vi dico subito che nello scorso Consiglio di Amministrazione abbiamo proceduto con le chiamate che erano in stallo; per quello che era in mio potere fare, poi, ho firmato tutte le commissioni già sorteggiate dei concorsi approvati lo scorso marzo e dato mandato il 3 ottobre di procedere con i nuovi sorteggi. Anche queste nuove commissioni verranno validate nei prossimi giorni.

Come avete letto, quindi, molte delle attività rimaste ferme stanno ora riprendendo celermente; per quanto riguarda, invece, le poche commissioni dei bandi già emanati, ma a cui hanno partecipato più candidati e candidate, ho concordato insieme a tutti i Direttori che – pur nel rispetto dell’autonomia dei singoli Dipartimenti e fermo restando il valore dei nostri regolamenti – è necessario in questo momento muovere un passo in più sulla via della trasparenza, dando un segnale forte e chiaro a chi ci osserva dall’esterno. Sia chiaro: le regole relative alla composizione delle commissioni non sono state toccate e una loro modifica potrà essere apportata in futuro solo dopo una opportuna discussione da parte di tutta la comunità accademica. Io e i Direttori, però, auspichiamo che, solo, ripeto, per quelle poche procedure che presentano più candidate e candidati, i Dipartimenti nel selezionare le sestine di potenziali commissari in accordo al regolamento vigente possano adottare metodologie il più possibile neutre e trasparenti, che tengano conto di esperienze già consolidate in alcune sedi del nostro territorio nazionale. Le scelte a favore di questa nostra proposta non rappresenteranno certo un giudizio di merito rispetto al nostro operato di sempre, ma daranno forza a un Ateneo solido, capace di dare risposte concrete alle attese della comunità studentesca e della società civile.

La prospettiva della stesura di un vero e proprio regolamento riguarderà a breve, invece, i nuovi criteri di individuazione dei concorsi che verranno banditi già dal prossimo anno, considerato che i vecchi regolamenti sono ormai scaduti essendo trascorso più di un triennio. Dovremo, certo, prima portare a compimento la discussione sui criteri di assegnazione dei punti organico – nell’ultimo anno il lavoro era stato iniziato da una commissione formata da Senatori accademici e Consiglieri di amministrazione e noi abbiamo già ripreso da lì – ma l’obiettivo rimane quello di avere nel più breve tempo possibile delle linee guida di Ateneo chiare e certe, che siano il più possibile condivise. I Dipartimenti, così, potranno ridefinire le proprie regole nel pieno della loro autonomia, e io auspico che – sempre per massima trasparenza – i nuovi criteri possano essere pubblicati sui siti web delle singole Strutture e dell’Ateneo entro l’anno.

Come vedete, quindi, sono trascorse solo un paio di settimane dal mio insediamento e molto è stato già fatto o è in preparazione. Adesso, però, non posso non riferirmi al decreto 840\2019 sulla distribuzione dei punti organico 2019. Le principali testate locali e nazionali ne hanno parlato, sento che la nostra comunità è in fermento, e credo che sia fondamentale fare chiarezza.

Parto subito dalla data di firma del decreto, quella dell’8 agosto scorso, che è di molto lontana da quella della sua pubblicazione (pochi giorni fa). Mi preme subito chiarire che nessuno era a conoscenza dello sforamento della quota dell’80%. Se così fosse stato, l’argomento sarebbe rientrato nel dibattito elettorale.

Vi dico la verità: non conosco le ragioni che regolano i tempi di pubblicazione di dati tanto importanti per tutti gli Atenei, ma posso anticiparvi che noi presenteremo a breve una richiesta di chiarimenti e di nuovi calcoli. L’esubero nella spesa del personale è di poco più di 40.000 euro (a fronte di ben 147 milioni) ed è possibile – sulla base di introiti che abbiamo al nostro attivo e che il MIUR ha scelto di non considerare – che nuovi controlli possano allontanarci dalle limitazioni che ci sono state imposte. Comunque, toccando queste solo e unicamente il piano dei punti organico, posso dire con assoluta certezza che l’Ateneo è ben lontano dall’essere sull’orlo del dissesto. Gli introiti che il MIUR ha tenuto in conto per il 2018 sono di circa 183 milioni di euro (di cui 161 milioni di FFO e 21 milioni di tasse studentesche), che sono di molto inferiori ai circa 259 comprensivi di tutti i nostri progetti e dei ricavi a destinazione vincolata. É chiaro che, da questo momento, attestandoci già ad una prima stima al 79,70% per l’anno in corso, dovremo varare un serio piano di rientro, che non tocchi, però, le promesse di stabilizzazione del personale precario.

So bene che per maggiore chiarezza dovrei andare più nel dettaglio e nei tecnicismi. Comunque, ritengo più utile andare dritto al punto e spiegarvi non solo perché si è arrivati a questo punto, ma anche quali saranno le conseguenze. Comincio subito dal principale motivo del nostro sforamento, per la precisione dell’80,03%. Questo non risiede tanto in un aumento delle spese per il personale quanto nella diminuzione dei nostri introiti. Già nel 2017, anche per venire incontro alle famiglie, era stato disposto lo spostamento dell’anticipo nel pagamento delle tasse studentesche da dicembre a gennaio, ma questo ha fatto sì che per l’anno 2018 questo incasso venisse a mancare non solo nel mese di gennaio (le tasse erano state pagate a dicembre 2017), ma anche in quello di dicembre (le tasse sono state pagate a gennaio 2019). In aggiunta, poi, a questa riduzione netta di incassi nell’anno 2018, che si attesa sui circa 6 milioni di euro, ha pesato quella del numero dei nostri iscritti. 

Una misura tecnica, pertanto, ma anche un assottigliamento del corpo studentesco: quali saranno le conseguenze? Ad oggi, come avrete saputo, UniCT ha diritto solo a 30,53 punti organico – il 50% di quelli legati ai pensionamenti – e ne ha “persi” circa una dozzina. Nell’attesa che il MIUR proceda ai riconteggi che abbiamo chiesto di effettuare, la buona notizia è che i Revisori dei conti hanno finalmente certificato il fondo che ci consente di avere accesso ai punti aggiuntivi previsti dalla legge Madia: dallo scorso 3 ottobre abbiamo così la disponibilità di altri 17,28 punti, che potremo utilizzare per stabilizzare il personale precario. Questo porta, quindi, di fatto, il totale dei nostri punti organico a 47,81.

Questo per confermare che la situazione non è rosea, ma neanche drammatica. È assolutamente necessario che lo sforamento che si è verificato quest’anno sia un caso unico e non ripetibile: per questo, nei mesi che ci restano, dovremo mettere in atto tutte quelle misure che ci consentano di allontanarci il più possibile dalla soglia dell’80%. Non posso darvi anticipazioni in merito a quelle che avremmo già individuato perché dovremo prima discuterne la praticabilità con le parti sociali e gli organi di governo dell’Ateneo. Posso comunque assicurarvi che, così come da me annunciato in più occasioni, le stabilizzazioni del personale tecnico-amministrativo precario si faranno e che con l’inizio del 2020, elaborate le nuove regole e avendo accesso sin da subito anche alle anticipazioni dei nuovi punti organico, ripartiremo con i nuovi bandi di valutazione comparativa per i docenti. Maggiore spazio, poi, daremo anche ai servizi ai nostri studenti.

Vi terrò informati. Conto presto di scrivervi di nuovo per dirvi le ultime su questa e tutte le principali questioni del nostro Ateneo. Mai come in questo momento ritengo necessario legare il valore della trasparenza ad ogni spazio di comunicazione e condivisione insieme a voi.

Grazie davvero per l’attenzione, cordialmente

Francesco Priolo