Le trasformazioni del diritto dell’energia tra transizione ecologica e innovazione tecnologica

Illustrate le ricerche dei docenti Maria Rosaria Maugeri e Giovanni Fabio Licata del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania

13 Luglio 2021
Alfio Russo

Le trasformazioni del diritto dell’energia dinanzi ai processi di transizione ecologica e innovazione tecnologica. Su questo tema docenti universitari, magistrati, amministratori di società pubbliche di rilevanza nazionale e alti funzionari pubblici si sono confrontati ieri nel corso del webinar dal titolo “Il diritto dell’energia di fronte alle sfide della transizione ecologica e dell'innovazione tecnologica” organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania.

Ad aprire i lavori – moderati dalla prof.ssa Maria Rosaria Maugeri, presidente della Scuola Superiore di Catania - la prorettrice Vania Patanè dell’ateneo catanese che ha evidenziato come «il diritto e la responsabilità giuridica siano oggi sottoposte a numerose sollecitazioni che provengono da forti istanze di sviluppo infrastrutturale» e che «richiedono un punto di equilibrio tra progresso tecnologico e strutturale e salvaguardia dell’ambiente». «Un contesto che necessita di risposte concrete da parte del sapere giuridico in una fase di profonda transizione e necessario sviluppo in cui la tutela dell’ambiente assume un ruolo di rinnovata centralità» ha aggiunto.

Il direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Salvatore Zappalà ha ribadito che «il diritto deve dare un contributo importante alle tematiche ecologiche e deve essere sempre più al passo con le trasformazioni di queste nuove sfide».

A seguire sono intervenuti il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Catania Rosario Pizzino e i docenti universitari Francesco Vetrò (Parma), presidente Gestore dei servizi energetici, Gian Domenico Comporti (Siena) e Gregorio Gitti (Milano), il responsabile dell’Ufficio Affari giuridici e consulenza dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente Marco Silvi e il consigliere di Stato Dario Simeoli.

E proprio i docenti del Dipartimento di Giurisprudenza, alla luce dei rilevanti cambiamenti in campo economico e sociale, hanno proposte due ricerche utili a fornire risposte giuridiche per garantire l’efficienza energetica e l’utilizzo di energie rinnovabili e nuove fonti di energia “pulita”.

La prima ricerca – dal titolo “Il nuovo diritto fra robotica e algoritmi” - è stata illustrata dalla prof.ssa Maria Rosaria Maugeri che ha evidenziato come «le nuove tecnologie condizionano sempre più attività private e pubbliche con rilevanti conseguenze per la intera esperienza giuridica». «La proposta vuole indagare questo fenomeno in una prospettiva interdisciplinare caratterizzata dall’internazionalizzazione muovendo dall’analisi di fattispecie concrete per ricostruire una chiave di lettura unitaria al nuovo diritto che emerge, con l’ambizioso obiettivo di elaborare un linguaggio giuridico “comune”, per una migliore comprensione dei fenomeni osservati e con finalità teoriche, pratiche e didattiche». «Nell’ambito della ricerca ci si soffermerà su Smart Contracts, High Frequency Trading e Robot-Advisoring, decisioni amministrative automatizzate, algoritmiche e robotizzate, in ambito pubblico, con attenzione specifica alle tutele, tra cui in particolare l’automazione delle decisioni giurisdizionali nel diritto processuale civile e amministrativo» ha aggiunto.

La seconda ricerca – dal titolo “Pubblica amministrazione e innovazione” - è stata illustrata dal prof. Giovanni Fabio Licata dell’ateneo catanese.

«L’analisi giuridica delle attività dell’amministrazione pubblica a sostegno dell’innovazione è assai poco sviluppata – ha spiegato -. La ricerca ambisce a colmare questa lacuna proponendo di ricostruire analiticamente ogni dato normativo disponibile, verificare i modelli organizzativi utilizzati e la prassi amministrativa seguita, analizzare la giurisprudenza e di valutare le esperienze estere che si sono in questo stesso contesto riprodotte. Il metodo che si intende seguire vuole concentrarsi sugli effetti derivanti dalle singole soluzioni giuridiche proposte, con l’apporto interdisciplinare, anche mediante l’utilizzazione di saperi diversi da quello giuridico. Si propone di “configurare” strumenti giuridici appropriati a consentire un effettivo sostegno delle innovation policy da parte dell’amministrazione pubblica fino alla strutturazione di modelli operativi immediatamente trasponibili in ambito pratico».