La sinergia tra atenei e istituzioni nella gestione delle aree portuali e costiere

Ad Ingegneria incontro di presentazione dei risultati del Prin 2012 "Modellazione di processi idromorfodinamici costieri per applicazioni ingegneristiche", coordinato dal direttore del Dicar Enrico Foti

23 Giugno 2017
Giuseppe Melchiorri

La gestione delle aree portuali e costiere è frutto del lavoro sinergico tra enti di ricerca, atenei e istituzioni, ciascuno con le proprie competenze e attività specifiche. Proprio per favorire il dialogo tra queste realtà il dipartimento di Ingegneria civile e Architettura ha promosso il convegno "Il ruolo della ricerca nella gestione delle coste", che si è tenuto venerdì 23 giugno nell’aula magna di Ingegneria.

L’occasione è stata fornita dalla presentazione dei risultati del Prin 2012 “Modellazione di processi idromorfodinamici costieri per applicazioni ingegneristiche”, coordinato a livello nazionale dal direttore del Dicar Enrico Foti, in partnership con il dipartimento di Ingegneria civile, chimica e ambientale dell’Ateneo di Genova. Il progetto di ricerca, uno dei quattro finanziati dal bando ministeriale nel settore idraulico, “è stato articolato su due fronti– ha spiegato il prof. Foti –: da un lato sono stati condotti esperimenti di laboratorio, dall’altro sono stati sviluppati modelli numerici in grado di rappresentare più adeguatamente i meccanismi fisici di interazione idromorfodinamica. I risultati di questi anni di lavoro ci possono aiutare a meglio prevedere e contrastare i processi di erosione costiera che affliggono i litorali. Inoltre è stato evidenziato come lo sviluppo di modelli più accurati consentirà di risolvere problemi ambientali complessi, quali per esempio quelli legati alla gestione del sistema Mose, per la mitigazione del fenomeno dell’Acqua Alta a Venezia e la salvaguardia della Laguna di Venezia”.

Il convegno è stato aperto dagli indirizzi di saluto dei presidenti degli ordini degli Ingegneri e degli Architetti di Catania, il prof. Santi Maria Cascone e l'arch. Giuseppe Scannella e del consigliere del Collegio dei geometri e dei geometri laureati di Catania Giuseppe La Rosa.

Dopo il prof. Foti, che, auspicando una sempre maggiore collaborazione tra ricercatori e istituzioni, ha illustrato come problemi e soluzioni dell’idrodinamica della zona costiera possano essere affrontati con tecniche modellistiche avanzate, sono intervenuti diversi esperti del settore tra cui l’avv. Andrea Annunziata, presidente dall’Autorità di sistema portuale del Mar di Sicilia orientale, che ha parlato delle strategie di sviluppo del sistema che presiede: "Strategie -ha spiegato - che dipendono da diversi fattori. Serve un piano di investimenti infrastrutturali, nel pieno rispetto dell'ambiente e della sicurezza, che abbia ricadute positive sia in ambito turistico, sia in ambito economico e commerciale. Sappiamo che il territorio su cui lavoriamo non è semplice, ma dalla nostra parte abbiamo i mezzi tecnici e un capitale umano importante".

Il convegno è continuato con le relazioni del prof. Paolo Blondeaux, dell’Università di Genova, dell’ing. Claudia Giarrusso, consulente della Dubai Municipality, dell’ing. Carla Faraci, dell’Università di Messina, dell’ing. Giuseppe Filetti, dell’Ufficio territoriale catanese dell’ambiente della Regione Siciliana, del prof. Pietro Scandura, dell’Università di Catania e del prof. Giovanni Randazzo, dell’Università di Messina. Sono intervenuti inoltre l’ing. Gabriele Ragusa, ingegnere capo dell’Ufficio del Genio Civile di Catania, l’ing. Riccardo Lentini, dirigente dell’Area tecnica dell’Adsp Mar di Sicilia orientale, il dott. Giuseppe Alessandro, Libero consorzio comunale di Ragusa e del prof. Antonino Longo, dell’Università di Catania.