La città innovativa declinata al futuro

A Palazzo centrale “ConneCTed”, conferenza promossa da Generazione Ypsilon

28 Aprile 2018
M.C.

Il rapporto tra legalità e innovazione, gli effetti negativi della corruzione sullo sviluppo del sistema produttivo, il ruolo della formazione di eccellenza e della ricerca a beneficio dell’innovazione, l’apporto della Pubblica amministrazione in materia di contratti, il sostegno ad un ecosistema siciliano finalizzato all’innovazione, il ruolo del giornalismo pubblico social come leva della partecipazione civica e in ossequio al principio della trasparenza totale, l’uso dei dati aperti. Sono stati questi gli argomenti della conferenza “ConneCTed - La città innovativa declinata al futuro” che si è tenuta venerdì 27 aprile nell’aula magna dell’Università, promossa dalle associazioni Generazione Ypsilon e Dirittodiaccesso.eu, moderata dalla giornalista Rosaria Rinaudo.

Numerosi i relatori che hanno affrontato i vari aspetti legati all’importanza delle nuove tecnologie, tra questi il magistrato Michele Corradino, i docenti Rosario Faraci, Francesco Priolo e Roberto Barbera, gli esperti Giovanni Fabio Licata, Giuseppe Scuderi e Sergio Talamo, introdotti dal rettore Francesco Basile, da Angelo Alù di Internet Society Italia e Alessia Ciccarello di Generazione Ypsilon, che hanno illustrato l’impegno dei rispettivi sodalizi nella promozione della cultura digitale, al fine di superare il ‘digital divide’ infrastrutturale tra le varie regioni, e di competenze all’interno degli stessi ambiti sociali, per evitare che la grande chance offerta dall’innovazione si trasformi invece in un fattore di esclusione sociale.

“Ho accolto con favore l’invito di Generazione Ypsilon – ha premesso il rettore Basile -, perché credo molto nel ruolo che i giovani possono avere per migliorare la situazione sociale della nostra terra, in particolare per quanto riguarda l’evoluzione culturale. Il loro è un apporto imprescindibile, per questo trovo assurdo che molti giovani, ‘nativi digitali’ e anche per questo fortemente predisposti all’innovazione, non riescano a trovare il giusto spazio nei settori delle istituzioni e dell’economia: l’Università deve fare la propria parte su questo fronte, ascoltando le loro visioni e proposte, valorizzando il loro contributo e il loro entusiasmo, favorendo la realizzazione di un ecosistema dell’innovazione che garantisca loro opportunità e responsabilità: un po’ come avviene negli Usa, dove gran parte dei manager delle grandi aziende ormai sono tutti under ‘40”.