L’Ateneo di Catania punta a intensificare i rapporti di cooperazione con i paesi del Mediterraneo

Il delegato Rosario Sinatra: “I settori su cui puntare sono i programmi di ricerca e mobilità”

30 Novembre 2017
Alfio Russo

“L’Università di Catania deve essere sempre più presente nei Progetti euro-Med, ad oggi su 20 progetti che Unimed ha richiamato - come Erasmus capacity building, Horizon 2020 e Interreg MED – il nostro ateneo è presente solo in pochi. Dobbiamo intensificare i rapporti di cooperazione con i paesi del bacino del MED attraverso mobilità e programmi di ricerca e di studio”. E’ quanto ha sostenuto il prof. Rosario Sinatra, delegato alle Politiche di sviluppo nel bacino del Mediterraneo, a margine dell’assemblea Generale dell’Unimed (Unione delle Università del Mediterraneo) dal titolo “Per un nuovo Mediterraneo dei saperi” che si è svolta a Parigi, nella sede delll'Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne il 30 e il 31 ottobre scorso.

“L’Ateneo deve partecipare al programma Euro-MED “PRIMA”, un programma molto ricco ed interessante (prime calls probabilmente il prossimo aprile) e anche al programma Interreg MED in cui ad oggi siamo poco presenti – ha aggiunto il prof. Sinatra -. E’ indispensabile stringere nuovi e rinnovati accordi quadro con i Paesi del Mediterraneo. Non dimentichiamo che alcuni di questi Paesi sono anche candidati e potenziali candidati all’allargamento dell’Unione Europea e sono e resteranno nostri “vicini” per sempre, pur non essendo europei. Per esempio Egitto e Marocco per il Mediterraneo del sud sono Paesi che rappresentano una priorità non solo per gli scambi universitari, ma anche per la politica estera dell’Italia. L’università, come sempre, è chiamata a fare la sua parte per il progresso scientifico e culturale e per le ragioni della pace”.

All’assemblea sono intervenuti i ministri dell’Università del Portogallo e della Tunisia e nel corso dei lavori è stato eletto il nuovo presidente dell’Unimed, il tunisino prof. Hmaid Ben Aziza, rettore della Università di Tunisi. Sono stati trattati, inoltre, i temi del miglioramento della didattica (Higher education) nell’area del Mediterraneo, il ruolo delle istituzioni internazionali (UNESCO, UfM-Union for the MED, CMI-Centre for Mediterranea nella cooperazione Euro-MED e i rapporti con la Commissione Europea.

La dott.ssa Maria Cristina Russo, Direttore per la cooperazione internazionale, ricerca e innovazione della Commissione Europea, ha parlato del programma Horizon 2020 work plan for 2018-2020 per la euro-Med cooperazione nella ricerca ed innovazione.

In programma anche due workshop sui temi “Challenges for the UNIMED Subnetworks on food and water: priority in Euro-Mediterranean research” e “Refugee Education: Sharing Experiences, in cooperation with IAU UNESCO Chair in Cultural Diplomacy, Governace and Education”.

Nel corso del primo workshop il prof. Angelo Riccaboni, ex rettore dell’Università di Siena e attualmente presidente della fondazione PRIMA, ha illustrato il programma PRIMA - Partnership per la ricerca e l’Innovazione nell’area del Mediterraneo ed i meccanismi di finanziamento.

PRIMA è un programma sui temi del Management of water, Farming systems, Agro-food value Chain e prevede un budget di oltre 500 milioni di euro di cui 220 a disposizione dalla Commissione Europea e altri 274 milioni dai 19 membri partecipanti.

I paesi non europei della sponda sud del Mediterraneo che hanno raggiunto l’accordo istituzionale sono Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Tunisia e Turchia, mentre gli undici paesi membri sono Cipro, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Slovenia e Spagna.

Oggetto del workshop anche il programma Interreg MED quale innovativo sistema di cooperazione tra differenti stakeholders per una più integrata area del Mediterraneo.