"Isis minaccia senza confini"

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Marco Minniti ospite della  Scuola Superiore di Catania  per un incontro su sicurezza e terrorismo nel Mediterraneo

26 Maggio 2015

"L'Islamic State, l'evoluzione del'Isis, rappresenta oggi un fenomeno fortemente sottovalutato visto che in 10 mesi ha conquistato il 50% della Siria ed un terzo dell'Iraq grazie ad una campagna militare vera e propria affiancata dal terrorismo che sfugge ai canoni classici della guerra. Un fenomeno che può avere effetti sul Mediterraneo, il luogo principale e cruciale della sicurezza dell'intero Pianeta e non solo dell'Europa".
Con queste parole il senatore Marco Minniti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, ha aperto l'incontro sul tema "Terrorismo e sicurezza. Scenari mediterranei" ospitato nei locali di Villa San Saverio della Scuola Superiore di Catania.
Dopo i saluti del rettore Giacomo Pignataro e del presidente della Scuola superiore di Catania, Francesco Priolo, il senatore Marco Minniti - sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio nel primo e nel secondo Governo D'Alema e coordinatore del Comitato interministeriale per la ricostruzione dei Balcani all'epoca della crisi del Kosovo - ha aggiunto che "il vero problema dell'Is è che si tratta di uno Stato senza confini perché sostenuto dai combattenti della legione straniera, giovani che sono cresciuti e che hanno studiato in Europa, nelle nostre università e che, pertanto, conoscono bene i nostri territori ed anche le nuove tecniche della guerra" alla presenza del prefetto Guia Federico, del questore Marcello Cardona, del sostituto procuratore di Catania, Gianni Salvi, e del presidente del Tribunale di Catania, Bruno Di Marco.
"Per combattere l'Is dobbiamo suonare tre tasti contemporaneamente: l'intervento militare che rappresenta una sfida da vincere e che richiede un intervento della comunità internazionale, ma serio e non come in Afghanistan dove è sbarcata nel 2001 ed ancora, dopo 15 anni, è ancora lì; dobbiamo sviluppare campagna preventiva ovvero un lavoro dell'intelligence legato e sostenuto anche dal decreto governativo appena varato sul terrorismo ed al lavoro della magistratura; l'aspetto politico-diplomatico, ridisegnare il mondo, stabilire un nuovo ordine del Pianeta perché non c'è più il mondo bipolare, ma multipolare con molti punti di riferimento che devono però dialogare tra loro grazie alla democrazia" ha aggiunto il senatore Minniti che ha rivestito anche il ruolo di sottosegretario di Stato alla Difesa nel secondo Governo Amato, viceministro dell'Interno nel secondo Governo Prodi e sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio - Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica nel Governo Letta.
"La partita si gioca principalmente in Libia tra crisi energetica, politica ed un fattore demografico non indifferente visto che l'Is è entrata prepotentemente in questo Paese impossessandosi del traffico di uomini e dei pozzi di petrolio con conseguenze per il Mediterraneo - ha concluso il senatore Minniti alla presenza del capo della Dia, Renato Panvino, e delle massime autorità militari provinciali - la partita la vinciamo se costruiamo una prospettiva per i Paesi del Medio-oriente e del Mediterraneo".

E proprio il rettore, nel suo intervento, ha precisato che "le università devono rappresentare un luogo serio per il futuro del Mediterraneo e dell'Europa dando un contributo importante all'integrazione". "Catania, infatti, rappresenta un punto di approdo per i migranti, ma anche un punto fondamentale per l'integrazione per una nuova società interculturale" ha aggiunto il rettore alla presenza di Lina Scalisi, coordinatore della Classe delle Scienze umanistiche e sociali della Scuola superiore di Catania. Sulla stessa linea anche il presidente della Ssc, Francesco Priolo, il quale ha evidenziato che "da sempre la Sicilia rappresenta una terra d'accoglienza e non a caso la cultura della nostra terra guarda al Mediterraneo".