Inaugurata la nuova edizione del Contamination Lab

Al via con un convegno nell'aula magna del Palazzo centrale il percorso formativo finalizzato a stimolare negli studenti lo sviluppo di competenze trasversali e di idee progettuali innovative a vocazione imprenditoriale

17 Giugno 2019
Giuseppe Melchiorri

E’ iniziata venerdì pomeriggio “l’avventura” del Contamination Lab per 60 studenti dell’Università di Catania. Con un evento che si è tenuto nell’aula magna del Palazzo centrale è stata inaugurata, infatti, la nuova edizione del laboratorio sperimentale finanziato dal Miur che – tramite il modello didattico della “contaminazione” (tra ateneo e imprese e tra studenti di diversa formazione) – intende dare vita ad un percorso formativo finalizzato a stimolare negli studenti lo sviluppo di competenze trasversali e di idee progettuali innovative a vocazione imprenditoriale.

Il convegno di apertura, dal titolo “Contamination Lab: Creatività e interdisciplinarietà per costruire il futuro”, è stato organizzato dall’Ateneo catanese in occasione della tappa etnea dell’Italian Clab Express, un roadshow itinerante che visita tutte le università che hanno attivato un Contamination Lab e che fanno parte dell’Italian CLab Network.

Si è trattato di un incontro tematico, dunque, sull’importanza della creatività, declinata da diversi punti di vista e prospettive: nell’industria, nel design di servizi, nel fare innovazione, nello sviluppo nella competenza imprenditoriale. “La creatività rappresenta il miglior modo per rompere gli schemi e permettere la realizzazione di grandi cose”, ha spiegato uno dei relatori, il prof. Santo Di Nuovo, docente del dipartimento di Scienze della Formazione dell’Ateneo. Ad aprire i lavori sono stati il rettore Francesco Basile, che ha rimarcato l’importanza del progetto C-Lab per lo sviluppo di idee innovative e la loro trasformazione in progetti esecutivi, l’assessore del Comune di Catania all’Innovazione tecnologica e Smart city Alessandro Porto e il presidente di Confindustria Catania Alessandro Biriaco.

I docenti Vincenzo Catania e Daniela Giordano, rispettivamente referente del progetto e responsabile delle attività formative, hanno poi spiegato agli allievi dell’edizione 2019 cosa prevede il laboratorio: un piano formativo semestrale articolato in due livelli, uno di base e uno di  specializzazione. Entrambi i livelli prevedono, oltre ai propri moduli formativi specifici, diversi "eventi di contaminazione" (workshop e seminari) che coinvolgeranno il partenariato del Contamination Lab e ospiti di rilievo nazionale e internazionale. Il primo livello servirà a stimolare gli studenti allo sviluppo di idee innovative. Il secondo sarà finalizzato allo sviluppo dell’idea progettuale tramite il coinvolgimento di docenti e tutor universitari e aziendali, mentor, rete di laboratori, tecnologie e competenze esposte dal partenariato, rete di contatti nazionali e internazionali, Italian CLab Network.

E’ seguita una tavola rotonda, moderata dall’imprenditore Mirco Viola (Tree) alla quale hanno partecipato Marco Casto (Università di Cagliari), Francesco Caizzone (StMicroelectronics), Valeria D’Amico (Tim Jol Catania), Antonio Perdichizzi (Tree), oltre al prof. Di Nuovo e al prof. Marco Galvagno (altro responsabile delle attività formative di CLab Catania e docente del dipartimento di Economia e Impresa di Catania).

Particolarmente interessanti, infine, le testimonianze dei C-Labers che hanno partecipato alle edizioni precedenti del laboratorio. Dai loro interventi, infatti, è emersa l’utilità del percorso formativo che ha sviluppato competenze metodologiche e pratiche facilmente utilizzabili nel mondo del lavoro.