Il Valore dell’Acqua

L'intervento dei docenti Simona Consoli, Teresa Graziano, Giuseppe Cirelli del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua in programma il 22 marzo

21 Marzo 2021
Simona Consoli, Teresa Graziano, Giuseppe Cirelli

La Giornata Mondiale dell'Acqua (World Water Day) è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1993 prevista all'interno delle direttive dell'Agenda 21, risultato della Conferenza di Rio.

Da allora ogni 22 marzo iniziative ed eventi sono organizzati su scala globale per accrescere la consapevolezza sulla sicurezza e l’equità di accesso all’acqua dolce, sul valore culturale, sociale, economico e ambientale delle risorse acquatiche per gli equilibri ecosistemici e le comunità locali, e in generale per sensibilizzare le popolazioni sull’attuale crisi idrica globale e sul perseguimento del Sustainable Development Goal (SDG) 6: water and sanitation per tutti entro il 2030.

Oltre gli Stati membri del Palazzo di Vetro, dal 2005 anche una serie di Organizzazioni Non Governative hanno utilizzato tale giornata come momento per sensibilizzare l'attenzione del pubblico sulla critica questione dell'acqua nella nostra era, con occhio di riguardo all'accesso all'acqua dolce e alla sostenibilità degli habitat acquatici.

Ogni tre anni, a partire dal 1997, il World Water Council, organismo non governativo internazionale creato nel 1996 come piattaforma degli organismi internazionali e specialisti nel settore dell’acqua, con uno status consultivo speciale loro attribuito da Unesco ed Ecosoc, convoca un World Water Forum (Forum sull’Acqua) per raccogliere i contributi e dibattere intorno agli attuali problemi locali, regionali e globali, problemi che non possono essere risolti senza un accordo quadro con obiettivi e strategie comuni.

Qualche dato

Sono circa 780 milioni le persone (ONU, 2019) che nel mondo non hanno ancora accesso all’acqua, e 2 miliardi e mezzo coloro che non dispongono di un sistema fognario. Ogni anno muoiono 6-8 milioni di persone per malattie legate all’acqua. Di fronte a questi dati ne abbiamo un altro: se tutti utilizzassero la stessa quantità d’acqua degli europei e dei nordamericani occorrerebbe l’acqua disponibile di tre pianeti e mezzo come la Terra.

Tra alcuni decenni la popolazione mondiale aumenterà di altri 2 miliardi e la domanda di cibo – considerando i nuovi stili di vita e l’uscita dalla povertà di nuove fasce di popolazione – salirà del 50% nel 2030 e del 70% nel 2050. Ciò significa che l’agricoltura avrà bisogno del 19% in più dell’acqua che oggi utilizza. Ecco perché l’acqua è un tema intimamente connesso non solo con gli stili di vita, ma anche e soprattutto con il soddisfacimento del fabbisogno alimentare. L’agricoltura è in realtà l’attività più idroesigente e, mediamente, circa il 60-70% dell’acqua usata a livello mondiale viene destinata all’agricoltura irrigua, che interessa circa il 30% delle terre coltivate, ma che contribuisce a circa il 66% delle produzioni agro-alimentari.

Un altro aspetto da sottolineare tra le informazioni salienti riguardanti l’acqua riguarda il nexus Acqua-Donne. In alcune aree del nostro Pianeta, procurare il liquido fondamentale per la nostra vita è un’attività che riguarda la parte più debole e con meno diritti del mondo. Certo, non del nostro mondo, quello in cui basta aprire il rubinetto per avere tutta l’acqua che vogliamo (a meno di vivere in certe aree del Mezzogiorno d’Italia, dove le carenze degli acquedotti – spesso dovute a carenze gestionali e tecniche – fanno andare i rubinetti a intermittenza).

Nel mondo le donne e i bambini ogni giorno impiegano la somma di 200 milioni di ore per procurare l’acqua per le proprie famiglie (Unicef/Organizzazione mondiale della sanità 2010)

Le donne e l’acqua (vai al Focus)

Infine, una questione cruciale riguarda le implicazioni geopolitiche transcalari innescate dallo stress idrico, che possono tradursi in tensioni, conflitti e persino guerre per il controllo delle risorse. Non a caso Ismail Serageldin, ex vicepresidente della Banca Mondiale, nel 1995 dichiara che “le guerre del XXI secolo saranno combattute per l’acqua” (World Press Review, 1995, p.42).

A causa della pressione antropica, dei tassi crescenti di urbanizzazione su scala globale e dell’accelerazione dei modelli di consumo, i conflitti legati allo sfruttamento delle risorse idriche sono cresciuti in maniera esponenziale.

 Se da una prospettiva spaziale i conflitti riguardano diverse scale – locale, regionale, globale – e riflettono in molti casi lo scollamento tra confini amministrativo-politici e quelli naturali, le motivazioni da cui derivano possono essere di origine geopolitica, economica ed ecologica: motivazioni spesso sovrapposte, che si traducono in conflitti per il controllo territoriale, per lo sfruttamento economico, per gli impatti socio-ambientali derivanti dalle grandi infrastrutture irrigue o dai programmi di privatizzazione e, infine, per la competizione fra settori economici diversi (agricoltura e industria, per esempio), sia nell’ambito dello stesso settore (agro-industria e agricoltura tradizionale). Oltre all’aumento della conflittualità, l’esito è spesso l’esodo forzato di intere comunità, costrette a lasciare i propri territori di appartenenza a causa del mancato accesso all’acqua oppure di catastrofi naturali come le inondazioni: sono le cosiddette migrazioni ambientali che, secondo l’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni, già oggi rappresentano una quota crescente dei flussi globali (tra il 2008 e il 2014, circa 102 milioni di migranti ambientali a causa delle sole inondazioni) e, secondo le proiezioni, nel 2050 riguarderanno altri 200 milioni di individui, molti dei quali obbligati a migrare a causa di risorse idriche non sufficienti e/o di scarsa qualità o di eventi estremi legati all’acqua (Fonte: Nagabhatla et al. 2020).

WordWaterDAy 2021

L’edizione del 2021 della Word Water Day si intitola “Valuing Water” e mira ad esplorare quale sia il valore multidimensionale dell’acqua, indagandone l’importanza alle diverse scale e per diversi gruppi di individui in termini di pratiche culturali, benessere individuale e collettivo, sicurezza sanitaria, educazione e sostenibilità dello sviluppo territoriale ed equilibrio degli ecosistemi.

Il sito ufficiale della manifestazione ci invita a condividere sui social i nostri pensieri sull’acqua, utilizzando l’hashtag #WORLDWATERDAY.

Immagine tratta dal sito del World Water Day 

Di seguito alcuni spunti di conversazione riportati sul sito:

Water means different things to different people

(L’acqua può significare cose diverse per persone diverse)

 “How is water important to your home and family life, your livelihood, your cultural practices, your wellbeing, your local environment?”

(In che modo l’acqua è importante per la tua casa e la tua vita familiare, il tuo sostentamento, il tuo benessere, il tuo ambiente locale?)

In households, schools and workplaces, water can mean health, hygiene, dignity and productivity

(Nelle famiglie, nelle scuole e nei luoghi di lavoro, l’acqua può significare salute, igiene, dignità e produttività)

 “Today, water is under extreme threat from a growing population, increasing demands of agriculture and industry, and the worsening impacts of climate change

(Oggi l’acqua è minacciata da una popolazione in crescita, dall’aumento della domanda per l’agricoltura e industria e dal peggioramento degli impatti del cambiamento climatico)

Tell us your stories, thoughts and feelings about water

(Raccontaci le tue storie, pensieri e sentimenti riguardanti l’acqua)

By recording – and celebrating – all the different ways water benefits our lives, we can value water properly and safeguard it effectively for everyone

(Documentando – e celebrando – tutti i diversi modi in cui l’acqua giova alle nostre vite, possiamo dare un giusto valore all’acqua e salvaguardarla efficacemente per tutti).

Conclusioni

Le questioni legate alla fruizione della risorsa idrica sono complesse. Alcune tra le possibili soluzioni, oltre che da ascriversi a interventi e infrastrutture che rendano disponibile l’acqua là dove non lo è, si trovano nella creazione di un vero e proprio mercato dell’acqua efficiente e sostenibile.

In tal senso occorre promuovere nuove abilità e conoscenze gestionali della risorsa acqua orientate alla sostenibilità e consapevolezza.

Sensibilizzare l’opinione pubblica, e in particolare i giovani, sul valore dell’acqua nell’ambito di programmi di cooperazione transfrontaliera (come nel caso dell’evento organizzato dal Di3A, www.ilvaloredellacqua.it)  riflette la necessità di affrontare le questioni legate alle risorse idriche da una prospettiva regionale, sia in termini di scambi di conoscenze e buone pratiche, sia di perseguimento degli obiettivi di sostenibilità economica, sociale e ambientale che necessitano di sforzi e competenze congiunte.

Occorre uno sforzo di tutti noi, come singoli cittadini ed utilizzatori finali, per avviare a livello globale un ripensamento delle politiche di gestione delle acque, anche alla luce del cambiamento climatico. In tal senso la ricerca nel settore della gestione e della tutela delle acque dovrà e potrà dare un contributo fondamentale alla soluzione dell’emergenza idrica che rimane ancora il “problema dei problemi” a livello planetario per le implicazioni ambientali, socio-economiche e geopolitiche.

Gli autori dell'intervento, da sinistra Teresa Graziano, Giuseppe Cirelli e Simona Consoli

Riferimenti

Nagabhatla, N., Pouramin, P., Brahmbhatt, R., Fioret, C., Glickman, T., Newbold, K. B., Smakhtin, V., 2020. Water and Migration: A Global Overview. UNU-INWEH Report Series, Issue 10. United Nations University Institute for Water, Environment and Health, Hamilton, Canada 

ONU 2019. Word Population Prospect 2019. Department of Economic and Social Affairs, United Nations Organization