Il diritto allo studio per gli studenti afghani

Intervento della prof.ssa Francesca Longo, delegata all'Internazionalizzazione dell'Università di Catania

31 Agosto 2021
Francesca Longo

Ragazze e ragazzi Afghani iscritti o appena ammessi ai corsi di studio degli Atenei italiani sono bloccati nel loro Paese. L’Ateneo di Catania ha ricevuto messaggi di studentesse e studenti impediti ad avviare il loro percorso formativo a causa dell’impossibilità di chiedere il necessario visto per motivi di studio da parte dell’Ambasciata italiana e delle enormi difficoltà per accedere alle liste di evacuazione e per raggiungere l’Aeroporto di Kabul.

Per molti di loro, soprattutto per le studentesse, questo significherà l'incapacità di accedere all’istruzione. È urgente provvedere, con un’azione nazionale congiunta tra il MUR, il MAECI e il Ministero della Difesa, ad azioni che permettano loro di raggiungere l’Italia e di avviare il loro percorso formativo.

È comprensibile che l’attenzione sia stata fino ad oggi concentrata sui cittadini e le cittadine Afghane che hanno in qualche modo cooperato con le missioni di pace. Tuttavia oggi la tutela degli studenti e, soprattutto, delle studentesse, non può essere né rimandata né sottovalutata. Il diritto allo studio, in quanto diritto, deve essere assicurato a tutti e a tutte, senza esclusione. E deve essere tutelato con politiche attive ed inclusive anche, come in questo caso, durante le emergenze.

Le Università italiane, compresa UNICT, sono pronte a fare la loro parte. È, però, necessario attivare le nostre istituzioni nazionali per individuare i modi per aprire dei corridoi universitari che rendano concreto il diritto all’istruzione inteso come diritto universale.

Lo sforzo fatto dal sistema universitario italiano negli ultimi anni per rafforzare l’attrattività nei confronti degli studenti stranieri ha determinato un netto aumento di iscritti stranieri provenienti dai paesi asiatici. Una ricerca svolta dal CIMEA ha evidenziato che negli ultimi due anni accademici, nonostante i problemi di mobilità derivanti dalla pandemia, sono aumentate le richieste di immatricolazione da parte degli studenti internazionali per i corsi di Laurea Magistrale e la maggior parte di loro proviene dalla regione asiatica.

Borse di studio, programmi di cooperazione e scambio, internazionalizzazione della didattica e dei servizi, hanno permesso un incremento delle immatricolazioni di ragazzi e ragazze provenienti da paesi stranieri ai quali l’Italia ha promesso di garantire il diritto allo studio. Ora non si può tornare indietro.

La CRUI e i delegati e le delegate alle Relazioni Internazionali di tutti gli Atenei italiani, in sinergia con il MIUR e con il Comitato Operativo Interforze (COI), hanno in questi giorni lavorato per verificare numeri e situazioni. Ma ora, con il deterioramento delle condizioni di sicurezza e dell’imminente conclusione delle operazioni di trasporto, è necessario fare ulteriori passi per aprire corridoi che permettano l’ingresso in Italia dei nostri studenti afghani. Altrimenti lo studio sarà un privilegio e non un diritto.

La prof.ssa Francesca Longo, delegata del rettore all'Internazionalizzazione