Cosa abbiamo imparato da un semestre di didattica a distanza?

Intervento del prof. Antonio Guidara di Diritto Tributario del Dipartimento di Giurisprudenza. Il docente nei giorni scorsi ha partecipato ad un webinar sulla didattica tributaria organizzato dall’Università di Torino

1 Giugno 2020
*Antonio Guidara

Tutti noi docenti ci siamo interrogati e ci interroghiamo sul significato e sulla qualità dello svolgimento delle nostre funzioni a distanza e abbiamo avvertito e avvertiamo l’esigenza degli opportuni confronti e conforti.

Dalle mie esperienze tra i dipartimenti di Giurisprudenza ed Economia e Impresa dell’Ateneo di Catania in un bimestre di università a distanza, nei quali in questi mesi non ho svolto lezioni (i miei due corsi si erano già conclusi quando è iniziato il lockdown), ma solo attività di ricevimento, di correzione delle tesi e di svolgimento degli esami, ho tratto alcune considerazioni sulla mia attività di valutazione, distinguendo esami, correzione delle tesi, ricevimento degli studenti; e l’ho fatto a prescindere dagli strumenti impiegati.

Esami svolti, prime considerazioni

Le prime considerazioni si riferiscono agli esami svolti (alcuni in costanza dell’inizio del lockdown, altri più distanziati), con gli opportuni confronti con gli esami svolti prima e in condizioni di normalità, nei mesi di gennaio e febbraio di quest’anno ma anche di novembre e dicembre dello scorso anno. Quanto alla percentuale di presenza vi è stato un calo significativo delle presenze agli esami online più marcato a Giurisprudenza, meno ad Economia. Quanto ai risultati vi è stato un aumento dei risultati positivi sia a Giurisprudenza (più marcato), sia ad Economia. Quanto ai voti vi è stato un aumento della media sia a Giurisprudenza, sia ad Economia.

I problemi “personali” degli esami online

Naturalmente ho provato a dare le mie spiegazioni, in generale e distinguendo i due corsi di laurea. Ho constatato nuovi problemi (tecnologici e furbizie degli studenti), ma anche un diverso atteggiarsi di problemi esistenti. Mi riferisco a agitazione, emozione, problemi di esposizione, che è difficile cogliere in esami a distanza; e in questo credo che il web sia un serio limite, giacché l’esposizione passa anche attraverso il linguaggio del corpo, che a distanza non si coglie o si coglie male. I rimedi da me sperimentati sono stati di relativa soddisfazione. In ogni caso è richiesta una maggiore attenzione e anche un notevole sforzo fisico. Forse una qualche considerazione può svolgersi sui terzi che prendono parte alle sedute online. Deboli distinzioni possono farsi a seconda che si tratti di esami di Giurisprudenza e di Economia.

Le tesi di laurea

Anche nella correzione delle tesi di laurea l’attività di valutazione è stata fortemente condizionata. Innanzitutto va detto che sono cambiate e cambiano le conoscenze cui gli studenti possono accedere. Il che incide sulla qualità dei lavori di tesi. Ma è un dato che non può ridondare a danno degli studenti. Sicché di esso occorre tener conto ai fini della valutazione. E bisogna tenerne conto anche a seconda del tipo di tesi e dello stadio del lavoro, senza trascurare situazioni personali o particolari.

Possibili rimedi e soluzioni

La graduale apertura delle biblioteche dovrebbe ridurre il problema, fino – si spera – a farlo scomparire. Sono possibili dei rimedi, già a sistema presso le università (essenzialmente reti VPN, servizi di emeroteca on line, banche dati, scansione di articoli), ma anche sulla rete (purché si guidino opportunamente gli studenti). Il docente, ovviamente, deve sopperire. Anzi direi che il ruolo del docente è piuttosto delicato, dovendo apprezzare le diverse situazioni (finanche di formazione e di appartenenza) e agire di conseguenza. Come anche il docente deve rendersi conto di eventuali problemi soggettivi. Il lavoro di correzione delle tesi, come anche il dialogo con i tesisti è diventato in linea di massima più impegnativo su tutti i fronti. La comprensione ne risente. Le eventuali comunicazioni via mail non sopperiscono agli incontri estemporanei.

Anche il ricevimento degli studenti è stato condizionato dal lockdown. In estrema sintesi posso dire di aver registrato un calo significativo di partecipazione, ma anche un innalzamento della qualità degli interventi; il che si presta a letture differenti e rende difficile individuare veri “rimedi”.

Il docente e la autovalutazione

L’altra faccia della medaglia di questa mia attività di valutazione è inevitabilmente la valutazione di me stesso. Come ci interroghiamo o dovremmo interrogarci sul nostro ruolo di valutatori in condizioni normali, a maggior ragione dobbiamo o dovremmo farlo in condizioni anormali quali sono quelle che stiamo vivendo di università a distanza. Nello specifico credo che siano chiamate in causa soprattutto capacità di analisi e di comprensione, prontezza di reazione, elasticità, una buona dose di sensibilità. Il tutto con gli opportuni adattamenti richiesti dai diversi contesti riferiti.

*Il prof. Antonio Guidara di Diritto Tributario del Dipartimento di Giurisprudenza è intervenuto il 22 maggio scorso al webinar “Cosa abbiamo imparato da un semestre di didattica a distanza? Workshop di didattica tributaria” organizzato dall’Università di Torino. L’articolo ripropone parti del suo intervento


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