Cooperazione Internazionale di Polizia, l'importanza della condivisione delle informazioni

Il rettore Francesco Basile: "Potenziare la formazione sui temi del riconoscimento e contrasto della criminalità internazionale enei programmi di studio universitario"

6 Dicembre 2018

Si è svolta nel Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena Refettorio Piccolo – Biblioteche Riunite del Dipartimento Scienze umanistiche dell’Università di Catania, la IV Conferenza Regionale sulla Cooperazione Internazionale di Polizia.
Il vicecapo della Polizia, il prefetto Nicolò Marcello D’Angelo, che ha aperto il meeting, ha illustrato l’importanza della Cooperazione Internazionale di Polizia, scandendo le diverse articolazioni che coprono le parti del mondo e che fino ad oggi non erano state interessate dal fenomeno.
Ha, altresì, sottolineato come ciò ha permesso di superare i limiti delle gestioni delle singole Polizie, realizzando l’obiettivo attraverso la condivisione delle informazioni.
Il questore Alberto Francini ha evidenziato l’importanza della cooperazione Internazionale in relazione alle radici territoriali dell’autorità di Pubblica sicurezza che perviene ai suoi poteri per legge e non per decreto, con ciò esaurendo le proprie funzioni di garanzia della sicurezza e dell’ordine pubblico sul territorio. Esempio quello di Catania, dove Europol Frontex e Easo sono fortemente attive avendo come riferimento la Questura etnea, valido punto d’appoggio.
Il rettore dell’Università Francesco Basile ha centrato il suo intervento sulla formazione in tema di riconoscimento e di contrasto della criminalità internazionale e non, ribadendo l’importanza dell’introduzione di tali tematiche all’interno dei programmi di studio universitario, specie in Scienze Politiche.
Il viceprefetto vicario Enrico Gullotti ha rimarcato l’importanza storica dell’attività di cooperazione tra le forze di Polizia, focalizzando la centralità dell’attività sul territorio come prima fonte d’informazione per la ricostruzione di più ampi scenari di respiro internazionale.
L’intervento del procuratore Roberto Saieva ha avuto un carattere maggiormente tecnico, basandosi sulla promulgazione di nuove leggi e dispositivi giuridici a disposizione degli inquirenti che realizzano nuovi strumenti di cooperazione tra Polizie Giudiziarie di stati diversi per il contrasto di crimini di carattere transnazionale. Focalizzando la necessità di talune forme di attività giuridica dell’Autorità Giudiziaria. Fino ad oggi nota soltanto agli addetti ai lavori.
Sono poi intervenuti il presidente della prima sezione della Corte d’Appello penale di Catania Rosa Anna Castagnola, il sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Catania Alfio Gabriele Fragalà.