Alla torre Biologica il primo Congresso Catanese di Microchirurgia sperimentale

L’evento ha visto la partecipazione di due ospiti internazionali, i professori Mihai Oltean  e Mats Hellstrom dell’Università di Gothenburg

15 Ottobre 2018
Clemente Cipresso (foto di Giuseppe Ventura)

Si è svolto dal 9 all’11 ottobre 2018 nell'aula magna della Torre Biologica dell’Università degli Studi di Catania il primo Corso di microchirurgia sperimentale che ha visto la collaborazione tra il  dipartimento di Scienze Mediche Chirurgiche e Tecnologie Avanzate "Ingrassia" diretto dal prof. Stefano Puleo e il Center for Advanced Preclinical in vivo Research – CAPiR- coordinato scientificamente dal Titolare delegato dal rettore, prof.ssa Rosalba Parenti. L’evento ha visto la partecipazione di due ospiti internazionali, i professori Mihai Oltean  e Mats Hellstrom dell’Università di Gothenburg.

Oggi per me è un momento simbolico perché quello che è stato fatto in passato sulla microchirurgia sperimentale e che è finito per varie difficoltà speriamo di darlo a voi. Tutto ciò per me rappresenta quasi un passaggio di testimone fra generazioni”, ha esordito il prof. Stefano Puleo.

Diversi i temi trattati dalla corretta impostazione e gestione di un protocollo di ricerca sperimentale alle tecniche di microchirurgia, dal management dell’anestesia e analgesia alle più innovative tecniche di Imaging.

Il prof. Antonio Di Cataldo e il dott. Antonio Pesce inoltre, durante i loro interventi, hanno sottolineato l’importanza della microchirurgia sperimentale nel training formativo di un giovane chirurgo.

Oltre a lezioni teoriche, a sette selezionati specializzandi di chirurgia generale, è stata offerta la possibilità di eseguire prove pratiche su modelli sperimentali.

Spero che eventi di questo tipo possano ripetersi, al fine di consolidare sempre di più la stretta sinergia tra la sperimentazione preclinica avanzata e le diverse applicazioni in campo clinico, al fine di favorire lo sviluppo di nuovi approcci diagnostici terapeutici in campo chirurgico” ha infine concluso la prof.ssa Parenti.