Accesso libero 16 lauree triennali e 840 mila euro per iniziative a sostegno degli studenti

Il rettore Pignataro: "Un patto con gli studenti, per una formazione di qualità"

11 Maggio 2015
U.S.

"L'introduzione dell'accesso libero ad alcuni corsi triennali non dev'essere visto come un ritorno al passato, ma come un'apertura verso il futuro". E' stato determinato, il rettore Giacomo Pignataro, nel rispondere alle domande dei giornalisti intervenuti alla conferenza stampa di presentazione delle novità sull'offerta didattica dell'Ateneo catanese per il prossimo anno accademico.
"La sfida attuale di un grande Ateneo meridionale come il nostro - ha spiegato il rettore, illustrando la logica delle innovazioni introdotte - dev'essere quella di riportare gli studenti all'Università, offrendo loro una formazione di qualità".

Negli ultimi cinque anni in Italia - ha ricordato il prof. Pignataro -, il numero degli immatricolati negli Atenei del Paese si è ridotto del 15 per cento, e il fenomeno è soprattutto concentrato al Sud e in Sicilia. Ciò dipende sicuramente dalle difficoltà che le famiglie incontrano nel sostenere i costi dell'istruzione universitaria, dal fatto che contemporaneamente il finanziamento pubblico alle università si è ridotto del 20% e che, di conseguenza, una percentuale considerevole dei docenti andati in pensione non è stata sostituita. A questo, si aggiunge la "beffa" che il nostro Paese spende 100 euro pro-capite per ciascuno studente, contro i 300 della Germania. "Il nostro compito - ha affermato - è quello di porre un argine a questi fenomeni, attraverso una strategia ben precisa costruita che prevede il coinvolgimento e il contributo proficuo dei rappresentanti degli studenti".

Alla possibilità di scegliere alcuni corsi liberamente (tra questi anche Giurisprudenza e Ingegneria, tradizionalmente molto gettonati), dopo cinque anni di numero programmato locale esteso a tutti i corsi, sulla scorta delle esperienze di altri grandi atenei italiani, si affianca un investimento straordinario a sostegno delle matricole. Una scommessa, da parte dell'Ateneo, che invita gli studenti ad un'assunzione di responsabilità. "Il primo anno è cruciale per vincere la battaglia contro gli abbandoni e l'allungamento anomalo dei tempi di laurea - ha scandito il rettore -. Per incidere su questi parametri, l'accesso libero in alcuni corsi di laurea intende far gioco proprio sulla motivazione degli studenti, che così possono scegliere liberamente  il corso di studi verso il quale provano più interesse o inclinazione".

 

In questa scelta, attraverso la quale l'Università potrà effettuare una migliore distribuzione degli studenti nei vari corsi di laurea, essi non saranno però lasciati soli: "Per questo - ha proseguito il rettore -, l'Ateneo investe ben 840 mila euro delle proprie risorse per dare vita ad una serie di iniziative straordinarie ma strutturali a sostegno dell'orientamento e della qualità della formazione. Con questi fondi, saremo in grado di prevenire, già sin dagli ultimi anni delle scuole superiori dei territori di Catania, Ragusa e Siracusa, le carenze formative in discipline fondamentali quali italiano e matematica, ma anche di istituire punti informativi per le matricole in ciascuna struttura, attivare forme di tutorato, corsi zero sulle discipline principali per il recupero degli obblighi formativi aggiuntivi, anche forme di teledidattica che coinvolgano la web tv d'ateneo".
La logica è quella di aiutare i neoiscritti a superare i momenti del passaggio dalla scuola all'Università e quelli del passaggio dal primo al secondo anno di corso, che rappresentano dei veri e propri scogli che impediscono il proseguimento delle loro carriere. "Ma serve un vero e proprio patto con gli studenti - ha precisato il rettore -: abbiamo già iniziato, lavorando proficuamente negli organi di governo a tutte le iniziative, attraverso un confronto sereno e costruttivo con i rappresentanti degli studenti che ci hanno aiutato ad individuare le priorità: al tempo stesso riteniamo che tutte le misure che l'Ateneo sta mettendo in campo a sostegno delle matricole potrebbero risultare inefficaci se non vi sarà una vera e propria assunzione di responsabilità da parte degli studenti, che debbono riuscire sfruttare con serietà tutte le opportunità che verranno loro offerte".

"Noi ci siamo impegnati a non aumentare le tasse neanche quest'anno - ha concluso il professor Pignataro -, nonostante le difficoltà economiche dell'Ateneo, né abbiamo voluto aumentare le tasse a scapito solo dei fuori corso, come pure ci era stato proposto. Al contrario, abbiamo mantenuto gli incentivi per l'acquisto dei libri e raddoppiato i fondi per le collaborazioni part-time, stanziando 500 mila euro aggiuntivi: infine abbiamo chiesto con convinzione alla Regione di utilizzare i fondi europei per borse di studio e sostegni ai dottorati e alle scuole di specializzazione, proprio per andare incontro a quelle famiglie che oggi trovano difficoltà nel supportare la formazione dei propri figli. Su queste basi di impegno e strategia, chiediamo oggi agli studenti di credere nell'Università di Catania, e di costruire con noi il loro futuro".

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