È scomparso Cesare Massimo Bianca

Il prof. Tommaso Auletta ricorda il grande giurista che ha insegnato anche all'Università di Catania

10 Settembre 2020

Il 5 settembre scorso è scomparso il prof. Cesare Massimo Bianca. Nato a Catania il 19 aprile 1932 ha conseguito la laurea presso la Facoltà di Giurisprudenza del nostro Ateneo. Divenuto assistente di Diritto civile, è stato allievo del prof. Michele Giorgianni conseguendo nel 1958 la libera docenza, anno nel quale ha iniziato il proprio insegnamento presso la Facoltà giuridica dell’Università di Ferrara (1958-1961).

Dal 1961 è stato chiamato dalla Facoltà di Giurisprudenza di Catania a ricoprire la cattedra di Diritto civile e, per alcuni anni, gli è stato altresì affidato, per incarico, l’insegnamento di Diritto del lavoro.

Trasferitosi nel 1974 presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università “La Sapienza” di Roma, è divenuto titolare di una delle cattedre di Diritto civile, insegnamento tenuto fino al pensionamento. In virtù dei suoi meriti didattici e scientifici l’Università gli ha conferito il titolo di professore Emerito.

Il professore Bianca è stato in senso proprio uno dei principali Maestri del Diritto civile,  grazie al cui magistero  si è formata nel tempo una fervida Scuola composta da numerosi allievi. Di umanità ed operosità non comuni ha dedicato all’Università gran parte delle proprie energie, dando alle stampe numerose opere, organizzando e partecipando come Relatore a numerosissimi Convegni e Seminari nonché assumendo l’iniziativa e il coordinamento di svariati progetti di ricerca. Principalmente a lui, tra l’altro, è da ascrivere il merito della redazione del Disegno di legge sulla c.d. riforma della filiazione, entrata in vigore nel 2012. Numerosi sono i titoli ed i riconoscimenti conseguiti nell’arco della sua attività, che in questa sede non è possibile ricordare.

I suoi studi si caratterizzano per il rigore del ragionamento e del metodo, fortemente ispirato al c.d. “principio di effettività”, in base al quale, nell’affrontare le diverse problematiche, occorre  prendere nella dovuta considerazione l’evolversi dell’ordinamento alla luce dei cambiamenti intervenuti nella realtà sociale e nell’interpretazione giurisprudenziale

Non è possibile elencare tutti i suoi scritti. Basti pensare che solo i c.d. “scritti minori” sono racchiusi in 4 volumi, dal titolo “Realtà sociale ed effettività della norma”, raccolti dai suoi allievi e pubblicati, nel 2002, (non sono pertanto ricompresi quelli degli anni successivi) nella Collana della Facoltà di Giurisprudenza della nostra Università, quale segno tangibile di gratitudine per il magistero da lui prestato nel lungo periodo catanese, contribuendo a formare generazioni di giuristi.

Fra le opere più significative occorre tuttavia almeno menzionare il poderoso Trattato di Diritto civile in 7 volumi - di cui ha costantemente curato l’aggiornamento - il volume dal titolo “Dell’inadempimento delle obbligazioni” (1967), inserito nel Trattato Scialoja e Branca e il volume su “La vendita e la permuta” (1972) nel Trattato Vassalli. Egli è autore (in collaborazione con la figlia Mirzia) anche di un manuale di “Istituzioni di diritto privato”.

Il professore Bianca è stato Maestro di diritto ma anche di vita, non solo per l’abnegazione nel lavoro ma altresì per la sensibilità mostrata, attraverso i suoi scritti, verso la promozione di importanti valori riguardanti la persona (in special modo i più deboli) e la famiglia, anche mediante sollecitazioni rivolte al legislatore  in vista dell’introduzione di riforme volte ad assicurare loro adeguata tutela. Attento osservatore  della società, non ha mancato però di muovere critiche verso scelte normative volte ad assecondarne le tendenze che - almeno a suo parere – non fossero meritevoli di considerazione.

Opere ed esempio dunque che rimarranno nella memoria di chi ha avuto la fortuna e l’attenzione di conoscerne il pensiero.

Prof. Tommaso Auletta, ordinario di Diritto Privato